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lunedì 6 maggio 2013

DANNATA CRISI, MALEDETTI FORNITORI

Ecco cosa accade.
Avevo bloccato il mio racconto non perché ne avessi voglia, ma perché la casetta nuova ha avuto una brusca battuta d'arresto nel suo completamento. Fermo restando che nel frattempo parte del parquet è stato posato, i bagni sono quasi conclusi e la tinteggiatura è stata avviata, la realtà dei fatti, ad oggi, è che tutto è ....incompleto! Tragedia!
Avremmo potuto essere già in casa se questa dannata ditta di costruzioni avesse rispettato i tempi di consegna; siamo fuori tempo massimo su tutto: fine dei lavori, scadenza del contratto d'affitto nella casa in cui siamo adesso, consegna nuovi mobili ordinati e che non possono essere consegnati! 
Ragione del tutto, recondita...
La simpatia di questi signori che costruiscono case è che hanno maestranze al loro servizio, ma che gentilmente non pagano! E quindi il pittore sciopera, l'elettricista sbuffa, il parquettista si rifiuta di lavorare con promessa di pagheremo. E io in tutto ciò, soffro.
Come la mettiamo con la faccenda affitto?? La padrona della casa in cui viviamo adesso ha detto che ci lascia star qui fino a fine mese, poi ha già chi ci sostituisce, dobbiamo evidentemente andar via..si ma dove??
Il responsabile del cantiere continua a fare lo gnorri.
Mi dicono tutti che è normale, che la trafila è questa, che tutte le ditte non sono mai del tutto rispettose delle promesse e che mi tocca portar pazienza...e vabbé la pazienza, ma qui cominciamo ad avere problemi "tecnici"! Esempio.
Un mesetto fa, ancora allo scuro di tutti i ritardi che avremmo accumulato, abbiamo comprato un divano per la casa nuova. E' uno di quegli acquisti che ti allietano la giornata, la vita e ...il relax! E' fantastico! Nulla di eccessivamente costoso, è un divano in tessuto costato poco più di mille euro (non che siano due soldini, ma coi prezzi che si sentono...).
L'abbiamo comprato da Maison du Monde, il paradiso del fissato.
Eccolo qua, in tutto il suo splendore!



E' splendido perché è morbidoso, ma soprattutto ha una chaise long da capogiro: è per due persone.
Si può dividere, non ha la spalliera ma una batteria di cuscini da spostare a piacimento e offre la possibilità di dormirci su comodamente. 
Ebbene, questa meraviglia è in magazzino ormai da 10 giorni, attende di essere consegnato ma noi non sappiamo come fare, visto che la zona in cui dovrebbe esser posato è un cumulo di polvere e calcinacci!
In più, non ultima rottura, la tanto venerata scala che dovrebbe collegare piano notte a piano giorno, è arrivata dieci giorni fa...ma di un colore sbagliato! E dunque il suo montaggio è stato tragicamente interrotto! Senza una scala che ci permette di farlo montare al piano di sopra, il divano non può varcare la soglia della nostra casa.
Sono disperata, lo confesso.
Non resta che iniziare a fare la voce grossa.

martedì 12 febbraio 2013

UNEXPECTED ROAD


Se non è una Serendipity questa faccenda della casa...si, insomma, ma chi la cercava una casa???
E poi...l'asilo doveva essere a Pescara, non in un piccolissimo centro vicino.
Quale porticina mi sono meritata di aprire chiudendo quella dietro cui ho vissuto serrata per tutta la vita? Cosa è successo in cielo perchè mi ritrovassi qui, all'improvviso?
Eppure quel sogno...in una notte di Marzo.
Chi crede ai sogni premonitori?

CI SIAMO...LA SERENDIPITY E' QUI

Mentre l'autunno fa il mestiere suo, una calda mattina di Novembre io e il mio maritozzo ci concediamo un caffè dopo aver lasciato all'asilo il piccolo.
Passeggiando vediamo nella vetrina di un'agenzia immobiliare la fotografia di un immobile in vendita. Mi sembrava fosse proprio quella palazzina che vedevo ormai da due mesi, ogni mattina, lasciando il bimbo a scuola. La casa aveva attirato la mia attenzione per via dei tetti spioventi, e del suo colore allegro. Ma soprattutto per quei pergolati associati ad ogni appartamento. Ho sempre sognato un pergolato, sono anni ormai che nei miei sogni più rosei compaiono assi di legno sotto le quali vedo una fortunata me stessa apparecchiare una tavola estiva!
E detto questo... (che puzza tremendamente di favola, accidenti a me...)


 Propongo al mio amore di entrare in agenzia, così, tanto per curiosare. Chissà quanto costa una casa così bella...
Perchè non scoprirlo? Non costa nulla...
Entriamo. Ci accomodiamo.
Nel giro di mezzora siamo catapultati al di qua di una sliding door in piena regola!
L'agente immobiliare, una strepitosa cinquantenne con un paio di scarpe ineccepibili e uno smalto fucsia impeccabile sa fare il suo lavoro: il nostro casuale ingresso si trasforma in un istante in un ruzzolone. "Volete vedere la casa? Ho le chiavi! Non ci perdo nulla!"
...
Accidenti
...
Era una banale passeggiata post caffè, e si sta trasformando in una faccenda pericolosissima!
Arriviamo dinanzi a quelle palazzine che per giorni e giorni mi hanno strappato uno sguardo languido. E ora sono lì. Stiamo per entrare.
Si dice che quando si prova l'abito da sposa giusto non si riesca a trattenere le lacrime, perchè sai, in cuor tuo, di averlo trovato. 
Vale lo stesso per la propria casa. Appena entrata ho capito che era lì che volevo vivere. 
C'era tutto quello che avevo sempre desiderato: spazi comodi, terrazzi, un pergolato, ma soprattutto una scala. Forse la maledirò, a causa della mia pigrizia, quando ormai a letto avrò dimenticato l'acqua al piano di sopra...ma in quel momento l'ho amata con tutta me stessa.
Passeggiavo con mio marito dopo aver preso un caffè. E dopo un'ora sono entrata in quella che sarebbe presto diventata la mia casa. 
Ancora oggi, dopo tre mesi, non ho realizzato.

giovedì 7 febbraio 2013

LA MIA SERENDIPITY ***

L'estate è finita. L'asilo è iniziato. La strada l'abbiamo trovata. I mezzi di trasporto pure.
Franceschino è entusiasta della sua nuova vita. Ma dura poco. Dopo una settimana dice di volere stare a casa con mamma. Nulla di cui preoccuparsi comunque. Piangerà ogni mattina fino a Gennaio. Poi un giorno si sveglia e mi dice: "Mamma io adoro andare all'asilo!" ...vatti a mettere nella testa dei soggetti lunatici.. :/
Ecco. E' già Novembre. 
L'autunno qui in Abruzzo è una specie di magia. 
Resto totalmente rapita dai colori. 


Tutte le foto a seguire sono state scattate a Caramanico Terme





E' a Novembre che nasce la mia improvvisa passione per le foglie accartocciate, le trovo colme di storia, così capaci di raccontare: hanno ultimi residui di estate, nei rossi e nei gialli. 
A Bari  l'autunno non c'è. L'estate si protrae esausta finchè un giorno è inverno. Sarà che il paesaggio marino non ha grosse cose da mostrare in autunno, aspetta l'inverno per dare un segno. 
Ma le montagne sono così esibizioniste! Non puoi non notarle, e Pescara è circondata dai monti, sembra una conca messa alle strette.  
Mi piace stare qui. 
L'autunno ha suggellato il nostro legame. 

















A proposito...dimenticavo di ricordare a me stessa che ho sempre amato fotografare. Solo che un giorno l'ho dimenticato. Qui ho scoperto di ricordarlo. 
 

lunedì 4 febbraio 2013

LA MIA SERENDIPITY **

...
L'asilo è "prenotato". Ok, una faccenda è a posto.
Rientriamo in macchina. Cerchiamo un modo per ritornare a Pescara città. Ce la faremo. 
Strada trovata..però, che bella questa zona...
Si vedono le montagne. E' una zona residenziale: ci sono casette basse con i tetti spioventi, c'è profumo di erba appena tagliata nell'aria, un parchetto per bambini, un ufficio di circoscrizione in legno che sembra una baita altoatesina. La gente cammina lentamente, le strade sono larghe e non si sente volare una mosca, al massimo farfalle sbattere le ali. Però...che bella questa zona.
Torno a Pescara certa di aver scelto bene, come arriveremo ci penseremo a Settembre, per ora è Giugno, l'estate è qui, la spiaggia ci chiama. Non c'è il profumo del mare pugliese, ma il mare è il mare. 
Mi sento stranamente a casa.



sabato 2 febbraio 2013

LA MIA SERENDIPITY *

Arrivo a Pescara che è quasi Giugno. 
Mio figlio a Settembre deve iniziare l'asilo.
A Bari avevamo la situazione in pugno: asilo dei migliori, maestra approvata dall'uomo del Monte, struttura nuova, palestra, auditorium, cugini nella stessa scuola...metti che c'è uno sbruffone, mi difende mio cuggino! :) 
E poi la nonna tutto fare, in un colpo prendeva i tre nipoti, e le mamme sollevate.
Ma arrivo a Pescara che è quasi Giugno. 
Le preiscrizioni sono chiuse da Gennaio, non abbiamo idea di come funzioni qui. Gli asili chissà dove sono, e le strade per arrivarci non le conosciamo. Nessuno può consigliarci, ma del resto..non conosciamo nessuno! Che fare...
Vagare, in rete, ma materialmente anche sulle strade (sconosciute, vedi sopra).
Scopriamo molto presto che in città tutte le scuole materne sono al completo, fatta eccezione di quelle nelle zone peggiori della città. 
Che fare...che fare.
Poi il destino inizia a fare il suo lavoro...lento, inesorabile, silenzioso, come un gatto astuto inizia a miagolare con stile. 
C'è una famiglia, qui a Pescara, di nostri coetanei. Lui autoctono, lei originaria di Foggia. E' figlia di un'amica di mia suocera. 
"Proviamo a chiamare loro!". Ho sentito dire che hanno un figlio di 4 anni, e se i "torni contano" all'asilo ci va. Potrebbero svoltarci il problema...
Ci indirizzano verso una struttura fuori Pescara, in un altro comune. 
O no!!! Un altro comune no!! Divido la macchina con mio marito, come farò a lasciare il povero Franceschino...
Ma, del resto, è l'unica chance che abbiamo. 
Il paese, che si chiama Villa Raspa, dista dalla nostra nuova casa solo 3km..infondo c'è di peggio, si può provare. 
Arriviamo all'asilo:  una struttura vecchia, non certo quella meraviglia che avevo scelto a Bari. Sono delusa..uffa. Ma qui hanno ancora posto, forse anche Franceschino, come tutti i bimbi della sua età, potrà frequentare l'asilo. Accettiamo di compilare la domanda di iscrizione seduta stante: non possiamo perdere altro tempo. 
Che Dio ce la mandi, buona o mediocre, che ce la mandi!
Tra il perplesso e il chissà, usciamo dall'asilo e iniziamo a guardarci intorno. Esploriamo la zona con lo sguardo, dobbiamo abituarci, capire le strade, i sensi unici, cercare punti di riferimento che ci permettano di ritornarci senza girare in lungo e largo. 
Allora alzo lo sguardo.





E vedo che dall'ingresso dell'asilo si vedono le montagne...un dettaglio che mi resta nel cuore. Ma lo archivio, divorata dal timore della novità. 
A proposito, non sono un'esperta dell'imprevisto, nè un'amante dell'improvvisazione.


giovedì 31 gennaio 2013

LA MIA SERENDIPITY

Tutto inizia con un trasloco. Più cambiamento di così.
Ho lasciato la mia terra. Soccomberò, mi sono detta. 
Mi stanno togliendo le radici..e ora come farò?
Ma poi.
Sono arrivata qui. E ho visto gli alberi, le loro cime maestose e antiche. E poi ho abbassato lo sguardo. E ho fatto entrare la loro corteccia nella pelle, nella mia pelle, e allora mi sono detta che non poteva essere così male. E poi ho abbassato ancora lo sguardo e ho visto il terreno sollevarsi dalla terra come un inquilino sfrattato prepotentemente. E allora ho cercato di capire il perchè di tanta insofferenza verso il terreno...povero terreno! E' stato allora che ho capito. Ho capito cos'è che "premeva" dal fondo. Erano le radici. Le radici di un albero possente, lì da cento anni o anche più, che aveva fatto la sua casa. Una casa interessante mi sono detta! Vista sulla vallata, aria pulita, tanto ossigeno, fresco d'estate, incantevole con la neve. 
E già. Perchè qui nevica, e pure tanto. Nella mia terra d'origine non nevica, fa molto caldo, anche d'inverno. Piove poco e la terra non è sempre accogliente. Non ci sono montagne, ma c'è il mare. E allora passeggi nelle campagne e talvolta riesci a sentire il profumo della salsedine. Ti si infila nelle narici e ti ossigena il cuore. E' capace di riempire l'aria, il mare. Ma qui ci sono le montagne. e allora mi sono messa a guardarle. Le ho guardate, guardate, guardate. Le ho fissate, da lontano e da vicino. E ho capito che la mia anima appartiene a loro. Sento una forza meschina e timorosa invadermi le braccia se le osservo. Come una paura, e capisco che tutto ha avuto inzio sulla cima di una montagna, e ora tocca risalirla, per ritrovare l'equilibrio. 
Non sono una capretta, nè uno scalatore. Come farò. Mi sono detta che c'è sempre l'auto. E allora mi sono arrampicata sui tornanti. E la paura cresceva. Non andava via se non con potenti interventi del raziocinio. 
Che vuol dire? Perchè ho paura di salire? Perchè se la mia anima è qui, temo d'incontrarla? Poi la soluzione. Sono in deficit di corteccia. Sono solo essenza in questo momento, e le emozioni sono così intense che mi infiammano. E io non sono un bravo pompiere. Non spengo. Accendo senza saper tornare sulla soglia. Ecco qual è il problema..mi inoltro nell'incendio e poi resto lì, immersa nell'incanto terrificante di una fiamma che arde. Come si conciliano gli alberi con le fiamme? Ecco. Oggi il mio problema è questo: domare le fiamme dell'emozione, senza impedir loro di invadermi il cuore, perchè, che diamine, mica possiamo essere gelidi..ma devo essere capace di limitare i danni, godere del caldo che si diffonde dalla brace dominando le vampate. 
Come si fa? Sono preda delle emozioni, ho le finestre spalancate sul cuore. E per ora l'albero gigantesco è lì, al centro. Attende di capire se conviene o meno vivere da queste parti.
A proposito: ho lasciato la Puglia e ora vivo in Abruzzo. Dalla mia finestra vedo le montagne. E la neve. Il bollettino dice che ce ne sarà tanta. E come un folletto curioso saltello alla sola idea di affondare i passi su quell'acqua congelata in discesa. 
Un pensiero confuso. Non c'è che dire. Migliorerò.